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Una lettera pirandelliana sulla toponomastica

Quella a firma del responsabile ufficio statistica e toponomastica e del dirigente della P.O. 4.

Stranissima, tardiva, ma soprattutto che sovverte, rovescia e stravolge la gerarchia amministrativa di un ente pubblico come lo è un Comune.

L’ordine gerarchico è che al vertice della piramide c’è il Sindaco, e, a seguire, la sua Giunta. Parallela a questa, e comunque con poteri diversi, c’è Il Presidente del Consiglio Comunale e il Consiglio Comunale con le sue Commissioni Consiliari.

Il Consiglio Comunale è l’organismo di controllo e di proposte, mentre il Sindaco con la sua Giunta è quello esecutivo, cioè sono due organismi paralleli ma non subordinati. Né il Consiglio Comunale o il suo Presidente può “ordinare” nulla alla Sindaca e alla sua Giunta e ovviamente nemmeno viceversa, ciascuno ha proprie competenze.

Poi a seguire, ci sono i dirigenti delle Posizioni Organizzative, a cui la legge affida specifici compiti e competenze, e da cui dipendono i responsabili degli uffici.

Ovviamente le disposizione e gli indirizzi politici vanno sempre dall’alto verso il basso e comunque sempre all’interno delle proprie competenze e mai al contrario o al difuori.

Davvero mi dispiace aver fatto questa tiritera che può sembrare la lezioncina, ma personalmente sono rimasto stupefatto e allibito nel leggere la lettera che è di difficile interpretazione e definizione.

Tentativo subdolo e maldestro di scaricare tutte le colpe alla Commissione Consiliare toponomastica?

Difficile da definire non solo per alcuni termini in essa contenuti, “attacchi” per indicare le critiche, e “addirittura” per indicare una legittima proposta consiliare riservata, appunto, a tutti i Consiglieri Comunali.

Ma l’altra cosa più strana è, si scrive, sempre in questa lettera, che l’ispiratrice di tutto questo è la Sindaca, che però non si firma, perché ovviamente non può “imporre” nulla alla Commissione Consiliare tantomeno possono farlo i firmatari della lettera.

La Sindaca, non solo ha reso “esecutiva” una “proposta” della Commissione, in cui era presente, ma che se “legittimi chiarimenti” doveva richiedere, doveva farlo prima che firmasse, insieme alla sua Giunta, l’atto deliberativo n 16 del 06/02/2020.

I chiarimenti che adesso, il responsabile dell’ufficio, vuole che la Commissione Consiliare Toponomastica, dove lui era pure presente, dia alla città pubblicamente, invece dovrebbero essere dati alla Sindaca. La quale questi chiarimenti ove ci fossero, successivamente li dovrebbe portare a conoscenze di tutti i cittadini, compresi quelli che, a vario titolo, hanno avuto l’ardire di “attaccare” la delibera a firma della Sindaca e dalla sua Giunta.

L’organismo esecutivo è l’unico che dovrebbero dare spiegazioni, per un suo atto, alla Città. Quelle della Commissione sono solo proposte e che però la Giunta e la Sindaca hanno trasformato in atto deliberativo, facendole proprie e assumendosene le responsabilità politica.

Cosa succederà qualora i chiarimenti sulle scelte dei toponimi nonfossero esaustivi e chi giudicherà se lo sono?

Ma gli estensori della lettera, forse, non hanno nemmeno letto le critiche che sono tutte sottoscritte, visto che hanno confuso Pasquale Cucchiara, degno di essere il Presidente dell’ANPI, ma attualmente non lo è, considerato che a firma dell’ANPI è riportato il nome di quello pro tempore Carmelo Castronovo

Per concludere nessun documento di “critica” mi risulta firmato a nome di “ex sindaco”, ma Rosario Manganella ha solamente firmato critiche, ancora permesse in democrazia, come attuale “Presidente dell’Istituto Marrone”. Questo ovviamente a proposito di chiarimenti.