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Il buco nero su Calogero Marrone: la politica precipita

In questa città la politica, le Istituzioni locali: Sindaca, Giunta e commissione comunale per la toponomastica sono precipitate in un buco nero da cui forse non potranno piu’ risalire al tempo contemporaneo.

Nei giorni in cui è piu’ viva l’attività di celebrazione del giorno della memoria, piu’ ricca la trattazione delle Foibe i naufraghi di una politica del giorno per giorno approvano un elenco di nomi per le vie ritornate nel patrimonio favarese, dopo il referendum su Favara ovest, in cui Calogero Marrone celebrato a Varese e con vie a lui dedicate in altre città come ad es. Palermo non c’è. Questo avviene dopo che su questo riconoscimento si è consumato uno dei primi atti della giunta 5 stelle stracciando il provvedimento della giunta Manganella che a  questo riconoscimento aveva già provveduto.

Montanelli in una intervista che rai storia ha riproposto dice che gli italiani sono un popolo di  contemporanei come se non avessero un passato. Ebbene si potrebbe dire dei favaresi o quantomeno di quelli che essi hanno eletto a rappresentarli e amministrarli.

E dire che la retorica diffusa ci rappresenta come orgogliosi di una specialità unica e colma di virtu’ che non sempre coglie il travaglio che ci coglie nell’onorare le migliori tradizioni parte di un’identità che andrebbe attualizzata.

La specialità di cui parla il Principe di Salina, nel Gattopardo, quando descrive i siciliani all’inviato del Re che voleva  nominarlo senatore del regno. Quella che non ha bisogno di nessuno.

La città delle lotte dei minatori,dei contadini perde la memoria sembra non avere passato quando non si mostra indifferente al suo futuro. Vive ogni giorno come fosse l’ultimo con rassegnazione o agnosticismo.

Cosi la toponomastica diventa una pratica da licenziare subito senza attardarsi a riflettere. Che sarà mai.

L’occasione avrebbe potuto consigliare di onorare insieme a Marrone un altro figlio del paese che il 14 dicembre u.s. ha finalmente, con un mezzo busto,ritrovato il suo posto in municipio: Filippo Lentini. Naturalmente ad opera di privati con un messaggio pedagogico che riconduce ad antiche radici di impegno collettivo.

Nulla sembra fermare il declino verso il buco nero dove la distrazione e la superficialità di improvvisati politici ci sta conducendo per mano.

Ma noi siamo speciali e non ci serve il passato perché abbiamo rinunciato al futuro.